01
Apr
08

Come l’acqua calda e il suo tepore

Con l’acqua calda
le mie ossa si ritemprano
ché delle quiete son ormai stanche
perché tu m’hai guidato
in questo viale sperduto
e non so più tornare quel che ero
finché pioggia svanirò nel tuo desiderio.

Il tepore si risacca
e lontano dal mio corpo vi ristagna
né codardo, né vigliacco io m’appoggio
ché attraverso le tue spalle mostro coraggio
e nell’ancor della nostra vita
un calore assai tremendo si rialza
ma il silenzio della tua bocca qui mi scalza.


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